La Corte di Cassazione interviene in una vicenda di utilizzo improprio di un trust in quanto il soggetto, colpito da una sentenza di condanna ad un pagamento, ha costituito un trust al fine di sottrarre i propri beni all’azione esecutiva del creditore vittorioso.

Per approfondimenti rimandiamo alla sentenza: Cassazione Penale, Sentenza n. 49848 del 2 ottobre 2018 – Sez. 6.

Con questa sentenza la Suprema Corte sottolinea l’importanza del fattore “tempo” nell’identificazione del dolo: pur confermando l’ammissibilità degli strumenti giuridici utilizzati dal debitore soccombente, si è evidenziato come l’istituzione del trust e la contestuale spoliazione del debitore dal proprio patrimonio sia intervenuta pochi mesi dopo la sentenza di condanna al pagamento.

Inoltre, afferma la Sentenza, non risulta convincente neanche l’addotta finalità del trust di tutelare i figli, essendo intervenuta da tempo la separazione del debitore dal suo ex-coniuge: tanto basta a ravvisare la natura dolosa e fraudolenta degli atti compiuti, estendendo oltretutto il concorso nel reato ex art. 388 c.p. ai figli, beneficiari del trust.

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